1Gv 3,22-4,6 e Mt 4,12-17.23-25
martedì 7 gennaio 2025
La professione di fede è costante attualizzazione
lunedì 6 gennaio 2025
I Magi siamo noi
Is 60,1-6 Sal 71 Ef 3,2-3.5-6 Mt 2,1-12
La vicenda dei Magi può divenire un risuonare vuoto e gli eventi della storia farsi narrazione sterile. È invece necessario, recuperare il valore assoluto dell’annuncio nella realtà, in cui il Vangelo si fa "costruttore di senso", in modo che gli eventi avranno il sapore dell'eternità.
Così anche per l’Epifania è necessario che porti nella realtà il suo mistero di dono e di adorazione:
Celebrare l’Epifania, mentre la guerra imperversa come un predone che ruba la vita e la speranza agli altri, manda in frantumi il viaggio stesso dei Magi, di chi si spoglia di se stesso, delle proprie abitudini, della propria terra per farsi dono. Una festa, quindi, dal significato ricco, universale, rivoluzionario.
Essere Magi al giorno d’oggi significa incontro tra realtà di mondi e culture diversi:
Oggi guardare ai Magi significa tornare con loro a terre lontane, alla Turchia, all’Iran, alla Siria all’Iraq… non con uno strano mistico senso di oriente, ma con il rispetto e la nostalgie di popoli e genti che cercavano una verità in una stella … una verità oggi continuamente calpestata nella pace negata.
Inseguivano una stella, che per loro era la via e la vita. Sì, una vita degna di essere vissuta. E così come i Magi anche oggi scopriamo a Betlemme una sorprendente fraternità che è il vero miracolo di Dio ! Anche per uomini venuti dai confini della terra, la speranza di pace ha ancora un nome si dice Gesù, e incantati si rimisero in cammino …
domenica 5 gennaio 2025
Abbiamo bisogno di vedere Dio
| Ἐν ἀρχῇ ἦν ὁ λόγος, καὶ ὁ λόγος ἦν πρὸς τὸν θεόν, καὶ θεὸς ἦν ὁ λόγος. |
In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. |
Una espressione ineccepibile e ragionevole, come anche teologicamente corretta.
Egli infatti vuole raccontarci ciò che era al principio, vuole spiegare ogni cosa e dare ragione di tutto quanto esiste, perché Logos significa anche «senso».
Il Prologo di Giovanni mette in relazione l'origine del mondo e di quanto esiste con la venuta di Gesù sulla terra: «Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi», ma a partire dalla pre-esistenza.
Ma cosa significa Logos, che in latino traduciamo con la parola Verbo. (...)
Per un credente di Efeso di quel tempo, sentendo parlare del logos in senso assoluto, non poteva non pensare alla ragione ultima delle cose, al perché del mondo, e non cominciasse di qui la sua riflessione.
Elenco, quindi, cinque fondamentali significati:
sabato 4 gennaio 2025
Come vincere il male
1Gv 3,7-10 e Gv 1,35-42
venerdì 3 gennaio 2025
Chi rimane in Dio desidera
1Gv 2,29-3,6 e Gv 1,29-34
giovedì 2 gennaio 2025
Rimaniamo in Cristo
1Gv 2,22-28 e Gv 1,19-28
mercoledì 1 gennaio 2025
Maria madre della speranza
Nm 6, 22-27 Sal 66 Gal 4,4-7 Lc 2,16-21
Giornata mondiale della pace
Abbiamo bisogno di pace ... soprattutto dopo aver constatato il fallimento di tanti tentativi a livello politico e diplomatico; se le istituzioni sono deboli, occorre andare lì dove il coraggio della gente normale dimostra nel piccolo segno che la pace non è morta, ma vive nelle relazioni buone e fraterne che ancora si è capaci di generare.
Ecco, proprio queste relazioni nuove saranno il fermento di quella pace che dovrà nascere sulle rovine di questa guerra distruttrice, atroce e disumana. Solo relazioni nuove e di fiducia reciproca potranno sanare le ferite profonde e laceranti che l'odio, la violenza e la morte hanno generato.
È questo il senso e il contenuto del messaggio che il Cardinal Pizzaballa ha inviato per la giornata mondiale della pace che si svolgerà oggi a Imola.
Perché in questo fine anno in cui le guerre non finiscono e l'indifferenza e l’egoismo crescono, a causa della nostra incapacità, finiamo per scambiarci l’augurio più desolante che ci sia: che l’anno nuovo che sta per iniziare sia per forza migliore".
Il Giubileo
Tra i tanti stimoli offerti dal Giubileo appena cominciato c’è il suo sguardo sullo scorrere del tempo. Sarà un tempo speciale in cui adoperarci per ristabilire la giustizia nei confronti di chi, a causa di scelte o rapporti economici iniqui, ha perso i suoi beni o la sua stessa libertà. É per questo l’insistenza di papa Francesco nel rilanciare in occasione di questo Giubileo i due grandi gesti sociali sollecitati già da Giovanni Paolo II nel Duemila – la remissione del debito dei Paesi poveri e la clemenza nei confronti dei carcerati. È uno sguardo preciso sulla storia. Una storia che ha bisogno di umanizzazione e di recuperare l'umano nella sua fragilità.
Il Giubileo viene a ribaltare la prospettiva, ci ricorda il nostro essere debitori verso Dio e verso i fratelli, e la necessità di essere noi stessi a rimettere i debiti.
È solo la consapevolezza del nostro essere debitori che può farci ritrovare quella speranza che il Giubileo annuncia: la vera fratellanza. Il tempo di grazia dell'Anno Santo, è il tempo da cui ricominciare, non con i nostri calcoli, ma a partire dal disegno di salvezza che abbraccia tutti.
Maria madre di Dio ci mostra la speranza di essere fratelli
Primo Giorno dell'anno iniziamo celebrando la Santa Madre di Dio. Lei, che custodisce nel suo cuore il mistero di Gesù, insegna anche a noi a leggere i segni dei tempi alla luce di questo mistero (omelia di Papa Francesco di ieri sera).
Maria, donandoci il figlio di Dio nella sua carne, ci permette di riconoscerci figli di Dio e fratelli tra noi. in un orizzonte largo che è la speranza della fraternità. “Pellegrini di speranza”, e uno degli aspetti principali della speranza del mondo sta nella fraternità!
Ma la speranza di un’umanità fraterna è solo uno slogan o ha una base “rocciosa” su cui poter costruire qualcosa di duraturo?
La risposta ce la dà la Santa Madre di Dio mostrandoci Gesù. La speranza di un mondo fraterno non è un’ideologia, non è un sistema economico, non è il progresso tecnologico.
La speranza di un mondo fraterno è Lui, il Figlio incarnato, mandato dal Padre perché tutti possiamo diventare ciò che siamo, cioè figli del Padre che è nei cieli, e quindi fratelli e sorelle tra di noi.