giovedì 31 luglio 2025

La gloria riempiva la dimora

Es 40,16-21.34-38 e Mt 13,47-53

"Mosè eseguì ogni cosa come il Signore gli aveva ordinato". Tutto ciò che il Signore ordina, Mosè lo esegue affinché tutti possano partecipare, in prima persona, a quell'incontro con Dio, per le generazioni future sulle quali si estende l’alleanza e la benedizione. Tutto ciò che Mosè esegue serve per rendere e presente e attuale, in ogni momento della storia ciò che è racchiuso nella sua esperienza di un mediatore tra Dio e il popolo. Infatti se inizialmente è Mosè che si impegna in prima persona, successivamente questo patto va accolto da ciascuno e insieme a tutta la comunità. Ed ecco che il luogo in cui tutto questo avviene non è puramente ornamentale, ma assume ed espreime la presenza della "gloria".

mercoledì 30 luglio 2025

Come un raggio di sole

Es 34,29-35 e Mt 13,44-46

Più ci avviciniamo al mistero più la luce da raggiante diventa abbagliante, folgorante ed è impossibile sostenerne la vista. In questa immagine riconosciamo alla luce la possibilita esplicita di esprimere e rivelare il mistero di Dio in noi. Aiutaci Signore ad essere testimoni della tua luce, e come Mosè, portatori della verità che prima di essere razionalmente dimostrabile deve essere bella, raggiante, illuminante. Una verità che insegna la giustizia, la carità e la pace. Rendici, o Dio, capaci di riconoscere la luce vera, un raggio di sole, tra le troppe luci di un mondo artificiosamente illuminato.

martedì 29 luglio 2025

Dio è amore

1Gv 4,7-16 e Gv 11,19-27

Dio è amore e ci invita ad amarci gli uni gli altri. L"amare è un comandamento insieme antico e nuovo, e Cristo, né è il modello. Tutti siamo  invitati ad entrare nella logica dell’amore che ha in Dio la sua sorgente. Infatti Dio stesso è, nella sua realtà più profonda, agàpe, “amore”. Si tratta di una constatazione e non di una definizione filosofica. Con questa frase – che è unica nell’intera Bibbia – Giovanni riassume quanto la Storia della salvezza continuamente testimonia: Dio sceglie, Dio perdona, Dio rimane fedele al suo popolo nonostante i tradimenti, e in Gesù Cristo si manifesta come amore che si dona e si lascia crocifiggere.

lunedì 28 luglio 2025

Un Dio d'oro

 Es 32,15-24.30-34 e Mt 13,31-35

L’oro simboleggia la regalità; realizzare un simbolo d’oro significa riconoscere alla preziosità dell'oro le prerogative divine della regalità, della giustizia e della sapienza. Siamo noi uomini che abbiamo attribuito all’oro tutta una serie di valori e caratteristiche che in realtà non  ha, o quanto meno, non meno di altri elementi. Ma dal momento che il popolo di Israele si è fatti un dio d’oro, ha cercato di riempire di valore e di contenuto quell'idolo che diveramente era solo una statua di metallo. Ma ora quello stesso popolo ha commesso il suo peccato più grave ha plagiato la sua immagine e somigkianza con il suo Dio. La preziosità attribuita a qualcosa è solo una mediazione e non un assoluto ... 


domenica 27 luglio 2025

"Padre nostro" come ci dice Gesù

Gen 18,20-32; Sal 137; Col 2,12-14; Lc 11,1-13

L’unica preghiera insegnata da Gesù, più che un esercizio di dettato fatto agli apostoli - scolari - non vuole condividerli delle parole esatte di Gesù, ma il loro profondo significato.
Del Padre Nostro abbiamo tre versioni, due nei vangeli, Matteo e Luca e una nella Didachè, rleggendole, sono sempre più convinto che le parole riportate dai vangeli corrispondano non tanto a un insegnamento didattico, quanto piuttosto a un modo autorevole di tradurre con gli occhi dei discepoli come Gesù pregava e il contenuto di quella preghiera. Nel Padre nostro possiamo cogliere tutta la dimensione umana del figlio di Dio, per cui  risulta di assoluta importanza che Gesù si rivolgesse a Dio chiamandolo Padre o addirittura .. babbino! Possiamo inoltre chiederci se è così improbabile che volesse rendere glorioso il "suo nome" e centro della attazione della sua esistenza umana? Ma cosa c'è di strano che chiedesse la realizzazione e manifestazione di quel regno di cui parlava? Ed è così impossibile che Gesù nella sua umanità chiedesse al Padre il pane per sostenere la vita, come il pane moltiplicato e l'amore per amare tutti come poi ha fatto nella croce? È privo di fondamento pensare che Gesú abbia chiesto di dargli forza nella tentazione... quella stessa del Getsemani ...
Direi che ciò che il Padre nostro rivela in realtà è l'intimità della vita di Gesú.
Quindi possiamo dire che Gesù ai discepoli che gli chiedono di insegnare loro a pregare, egli dice quello che lui stesso metteva nella sua preghiera: “Quando pregate, dite: “Padre …”. Gesù si rivolge a Dio chiamandolo Padre, perché questo è il rapporto che lui è venuto ad inaugurare con i suoi: la relazione del Padre con il Figlio.


sabato 26 luglio 2025

Dove conduce l'alleanza

Es 24,3-8 e Mt 13,24-30

Il brano ci conduce nella solenne celebrazione in cui viene consacrato il patto di alleanza.
La parola “Tutto” viene utilizzata tante volte a sottolineare la compattezza e l’accordo di tutto il popolo nessuno escluso, in accordo con tutto ciò che Mosè riporta dal suo dialogo con Dio. Grazie Signore che non ti stanchi mai di riportarci nell’alleanza, nel ricostruire laddove c’è smarrimento, nel perdonare i nostri errori. Per Dio l’alleanza è sempre un azzardo con l’uomo, che già tradisce la parola data un attimo prima. E allora perché Dio crede così tanto in noi, cosa vede di così tanto buono in noi? In noi vede la Sua Immagine. Il Suo amore non conosce pentimento. Forse è proprio questo amore ci permette di perderci e di ritrovarci.

venerdì 25 luglio 2025

Quale tesoro ci appartiene

2Cor 4,7-15 e Mt 20,20-28

Il brano di 2 corinzi, ci permette - riflettendo noi stessi in Paolo -, di non scandalizzarsi delle nostre debolezze, ma nell'immagine del vaso di creta, tutto di noi vienne impastato: esperienze di vita, il dramma della tribolazione che paolo descrive con antitesi: sconvolti ma non disperati; perseguitati ma non abbandonati; colpiti ma non uccisi. Ma in tutto questo che forma la creta si cela un tesoro. Di che tesoro si tratta? Il tesoro coincide con il vangelo, ossia con il dono incommensurabile dell’essere figli/e del Padre e coeredi, in Gesù, del suo stesso Spirito! È davvero una meraviglia ai nostri occhi che il Signore scelga di agire così nella storia e tra gli uomini!