giovedì 13 marzo 2025

La forza del digiuno

Est 4,17k-u e Mt 7,7-12

8° giorno di quaresima: digiuno e preghiera contro ogni ingiustizia.
Dalla vicenda di Ester, per Israele verranno istituiti i due giorni della festa del "Purim". Il  digiuno che si compie in questa festa ricorda quello fatto da Ester e Mardocheo per invocare l'aiuto del Dio d'Israele; e come la preghiera della regina Ester riuscì a ribaltare le sorti degli ebrei residenti nei territori della Persia. Con il digiuno Ester si è umiliata davanti a Dio e invoca il suo aiuto. Il digiuno è strumento per far sì che Dio ascolti la sua voce e la sua richiesta. Il digiuno e la preghiera sono le armi coraggiose, di chi, rischiando la propria vita, confida solo e sempre nell’aiuto e nell’intercessione del Signore. Questa donna ci racconta il suo cammino interiore di consapevolezza nel riconoscersi figlia di Dio, amata e custodita, per cui capace di pregare realmente.

mercoledì 12 marzo 2025

Il Signore ci converte il cuore

Gio 3,1-10 e Lc 11,29-32

7° giorno di Quaresima: non solo gesti esteriori di penitenza. Il libro di Giona ci parla di un mondo che può cambiare se anche solo un uomo risponde alla chiamata del Signore. È il bene fatto da ciascuno di noi che porta a realizzare la salvezza che Dio vuole per tutti. L'agire di uno solo coinvolge molti e nel segno di Giona vediamo profeticamente Cristo. Ma la profezia è come un continuo risuonare che vuole realizzare l'invito ad ascoltare la Parola, e a dare il nostro consenso di volonà alla conversione. Il Signore, con la sua Parola, non ci chiede cose che non possiamo fare, non ci chiede di essere annunciatori carismatici, ma vuole mettere in noi il desiderio di conversione cioè di una vita bella, capace di essere una grande storia che vale la pena di essere narrata. Un poco come Giona dobbiamo fidarci di una Parola e ripartire dal cammino che il Signore ha preparato per noi, certi che Dio stesso cammina con noi.


martedì 11 marzo 2025

La Parola (Gesù) ci accompagna

Is 55,10-11 e Mt 6,7-15

6° giorno di Quaresima: queste parole sono come la neve ...
Isaia descrive quale è l'efficacia della parola di Dio, essa  non è solo generatrice di ciò che esiste in origine, come nel racconto della Genesi, ma è anche azione efficace sempre. Il compimento della parola, attraversa il tempo e la storia degli uomini e supera  le aspettative immediate come anche la facile disillusione causata dalla avversione degli eventi. La parola di Dio, per il profeta, è compimento, essa conduce per una direzione e verso un obiettivo; anzi, persegue sempre uno scopo, chiama a una missione, ha in sé un mandato. E per noi oggi, quale parola ci viene data nella concretezza della nostra vita e del nostro tempo?


lunedì 10 marzo 2025

Essere Santi ... occorre provarci!

Lv 19,1-2.11-18 e Mt 25,31-46

5° giorno di Quaresima: essere Santi è uguale ad Amare.
Un insieme di comandamenti che servono a tracciare la strada che conduce ad essere l'immagine di Dio. Non dobbiamo mai dimenticare che queste regole non servono solo ad aiutarci nella convivenza umana e nelle relazioni, non servono a fare emergere il meglio di noi, ma queste norme ci riconducono al punto originario della nostra esistenza umana: essere immagine di Dio. Essere Santi non è una condizione di perfezione e di moralità ma espressione della verità di noi stessi. Per quanto questi precetti ci possano sembrare lontani e antiquati, questi stessi comandamenti portano in loro la forza di un amore che non è il frutto dei nostri sentimenti ma dell'amore di Dio Padre per noi. 

domenica 9 marzo 2025

Quaresima! Ci siamo di nuovo!

Dt 26,4-10; Sal 90; Rm 10,8-13; Lc 4,1-13

Un tempo in cui concentrarci più del solito per cercare almeno di capire qualcosa di più di noi stessi e della realtà del mondo in cui viviamo.
Un tempo in cui riuscire a inserire Dio nelle nostre cose di tutti i giorni.
Un tempo in cui disarmarci più del solito per lasciarci stupire dalla presenza trasformante di Dio.
Un tempo di ascolto della Sua Parola e di attesa della sua presenza.
Un tempo in cui accogliere l'occasione preziosa dell’incontro con lui.
È un tempo straordinario in cui Dio, come un buon meccanico che ci offre i suoi servizi di riparazione, aggiustamento e manutenzione per il tagliando annuale alla nostra vita.
Ancora una volta Dio si fa per noi strada luminosa da scegliere per vivere in pienezza. Cammina con noi nel deserto e ci invita a camminare insieme a lui e ai fratelli, ci suggerisce come essere Chiesa capace di vivere quella strana roba che è essere "insieme", per sostenersi reciprocamente nella speranza più difficile ma anche più bella: la vita eterna. L'unica vita per cui abbia senso sperare.
Dio ci raggiunge per stringerci amorevolmente per farci sentire urgente e bellissimo il ritornare verso di lui… e a farlo con tutto il cuore.
Dio si offre a noi nel tempo, nella quotidianità come discernimento anche dei nostri eventi umani, della nostra storia contemporanea.
Egli si offre come vita da scegliere in ogni istante.
Lui, Parola che fa vivere, ci raggiunge, vive in noi, nel nostro cuore, sulle nostre labbra e può farci vivere.
Ecco cos’è la Quaresima: un tempo per camminare, passo dopo passo, e scoprire che alla fine arriveremo alle soglie di quel sepolcro non spaventati e disorientati dagli eventi, e dalla paura della morte, ma pronti a lasciarci stupire da Dio e dalle sue inedite logiche di dono e di redenzione, dalla sua promessa di vita eterna, di vita vera.
Questa prima domenica ci porta nel deserto, ma quello che mi piacerebbe emergesse nella nostra riflessione non è tanto ciò che accade: le tentazioni, il tentatore, la risposta di Gesù…
Il deserto è il luogo in cui la vita è messa a dura prova. E quando il deserto è interiore la situazione non cambia. Eppure anche in questi deserti, per noi, come per Gesù lo Spirito non ci lascia, resta con noi e ci guida. È nel deserto che più facilmente la Parola che parla può essere ascoltata. E allora, in questa Quaresima, lasciamoci condurre dallo Spirito, perché ogni deserto in noi possa fiorire, affinché possiamo camminarci dentro.
I deserti sono tanti, ogni giorno.
Deserto è quello spazio di vita in cui confrontarsi, incontrarsi, misurarsi con la propria solitudine, con il se stesso più vero e autentico, bello o brutto che sia. Lo vediamo nel Vangelo, e lo viviamo anche sulla nostra pelle. Ma come vivere il deserto, come affrontare le nostre solitudini possiamo deciderlo noi.
Possiamo scegliere se ottenere per noi, a qualsiasi prezzo, pane e regni, gratificazione e potere, o se fidarci e affidarci, continuando a scegliere la vita, a difendere la vita, a stare dalla parte della vita.
Davanti a noi quaranta giorni, alcuni deserti, un po’ di scelte…

La tentazione più grande che viviamo oggi, nella cultura indifferente, virtuale globale è il non percepire il peccato e quindi il male come veleno della nostra vita, e quindi condizione di morte.
Di fronte al male visto attraverso un video, mi distacco dal male e non ne sento la sua forza distruttiva al punto che con un tocco, il video si spegne o cambia la realtà rappresentata... ma sparisce anche l'orrore della guerra e la consapevolezza delle conseguenze del male.
La virtualità ci sta cambiando, e cambia anche la consapevolezza la coscienza e i sentimenti.
- La consapevolezza è priva di giudizio critico;
- La coscienza si anestetizza e diviene incapace del suo atto fondativo: riflettere;
- I sentimenti non reagiscono più rispetto alle sollecitazioni.
Biblicamente la condizione umana, da subito, è chiamata a confrontarsi con la tentazione e il peccato, con la libertà di scegliere o meno il bene e la vita, ma ora in questo nuovo modello esistenziale, il peccato, la tentazione non fa parte della realtà da indagare.
La tentazione, dunque, si manifesta ora come la possibilità concreta di vivere la propria umanità non secondo il progetto originario di Dio, ma secondo una volontà propria, percorrendo una strada altra rispetto a quella indicata dal Creatore e ignorata anche se inscritta dentro il cuore stesso dell’uomo.


Signore Gesù, lo sappiamo:
non di solo pane possiamo vivere.
Lo sappiamo: è la tua parola,
l’esperienza di te a darci vita.
Ma a volte i deserti allontanano
la tua parola viva anche dal cuore,
e mettono sulle nostre labbra
parole amare, segnate dal dolore.
Il tuo Spirito, Maestro buono,
ci spinga oltre noi, verso di te.
Faccia esplodere la tua vita
sulle nostre labbra e nel cuore:
perché sia bellezza,
perché sia risurrezione,
oltre ogni morte,
oltre ogni tenebra.

sabato 8 marzo 2025

Toglida te il male ...

Is 58,9-14 e Lc 5,27-32

4° Giorno di Quaresima: quali sono gli effetti di una vera penitenza? La vita di carità con tutti, in particolare coi più deboli. Quando finalmente passiamo da una pratica individuale, ritualistica e devozionistica di penitenza alla vita di comunione, gli effetti positivi sono sempre più grandi. Questo cambiamento ti condurrà a fare esperienza della penitenza che si realizza nella fedeltà di Dio alle sue promesse e non come il frutto dello sforzo personale e della volontà, "perché la bocca del Signore ha parlato". La vera penitenza ti porterà a fare esperienza di una comunione fraterna, di una fratellanza e condivisione in cui sperimentare che le promesse di Dio sono credibili e che Dio  è fedele.

venerdì 7 marzo 2025

Occorre cercare la giustizia

Is 58,1-9 e Mt 9,14-15

3° giorno di Quaresima: oggi prendo come spunto di cammino: "sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi".
La Parola del profeta si rivolga ad un popolo che ritiene di stare ricercando Dio: “mi cercano ogni giorno, bramano di conoscere le mie vie”, ma tutto si riduce a una pratica religiosa, che è sorda rispetto alla vera ricerca di Dio e incapace di dare soluzione all’ingiustizia e alla povertà. Si può forse dire che come non è possibile amare Dio che non vedi, se non ami il prossimo che vedi, così non si può pensare che un digiuno o una elemosina sia la risposta all"ingiustizia e alla povertà se il tuo credere non è comunione con la povertà del tuo prossimo.