2Cor 4,7-15 e Mt 20,20-28
Possiamo bere il calice che Gesù ha bevuto e che, in ogni tempo, continua a bere? È questa la domanda che sconvolge ogni pretesa di privilegio da parte di chi desidera essere discepolo del Signore. Gesù ci ricorda che l'unico vero privilegio che ci è dato è quello di partecipare al suo destino. Accogliere l'invito del Signore a seguirlo, lasciandosi affascinare dalle sue parole e dai suoi gesti, è certamente una grazia, ma comporta anche la chiamata a rendere una testimonianza autentica e speciale della fede. La sequela di Cristo porta con sé la luce divina, che illumina e sostiene la nostra fragilità, e suscita un amore appassionato per Gesù. Questo amore si traduce nella concreta disponibilità a mettersi al servizio del Regno, facendo della propria vita un dono per Dio e per i fratelli.
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