Gal 2,19-20 e Gv 15,1-8
La Parola di oggi ci ricorda che la vita santa consiste nell'essere e nel rimanere saldamente uniti a Gesù, come i tralci alla vite. Non siamo chiamati a vivere come il mondo spesso ci propone, cioè come "liberi professionisti" della fede, in assoluta autonomia; ma come discepoli capaci di comprendere e vivere il significato autentico dell'obbedienza e dell'umiltà. Di fronte alla fragilità che ci accompagna e ai limiti dell'orgoglio e dell'egoismo che sperimentiamo quando Dio non è il principio del nostro agire, è inevitabilmente l'io a prendere il comando, con conseguenze spesso disastrose. La radicalità del Vangelo non ha spazio per i compromessi: solo dall'unione con Cristo nasce la fecondità della nostra vita. Per questo, la nostra principale preoccupazione deve essere quella di custodire e alimentare ogni giorno la comunione con Lui, perché è da questa unione che scaturiscono la santità, la forza e la fecondità del nostro cammino.
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