venerdì 23 ottobre 2026

Portare frutto nel nostro tempo

Ef 4,7-16 e Lc 13,1-9

Le situazioni della vita, apparentemente giustapposte e casuali, potrebbero in realtà essere legate tra loro e condurci a una verifica personale. Spesso ci giustifichiamo dicendo: «Ho fatto tutto il possibile». È un’affermazione legittima, ma può trasformarsi in una scusa. Dobbiamo imparare a misurare la nostra vita secondo il pensiero di Dio, verificando con sincerità se stiamo rispondendo alle attese degli altri. Il loro giudizio può ferire il nostro amor proprio, ma anche aiutarci a uscire dalle nostre convinzioni stagnanti. Non di rado rimandiamo le scelte o affrontiamo i nostri doveri con superficialità, accontentandoci di fare il minimo indispensabile. In questo modo rischiamo di assomigliare al fico sterile della parabola: un albero che non solo non porta frutto, ma occupa inutilmente il terreno, impedendo che esso possa essere fecondo. La verifica della nostra vita ci invita, dunque, a domandarci non soltanto se abbiamo fatto tutto il possibile, ma anche se ciò che facciamo porta davvero frutto per noi e per gli altri.

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