mercoledì 1 aprile 2026

Celebriamo l'essere amati

Es 12,1-8.11-14 e Gv 13,1-15

Immersi in questo clima di incertezza, il Giovedì Santo resta per noi tutti la celebrazione del pane spezzato, segno concreto dell’immenso amore di Dio per noi. Noi oggi possiamo e dobbiamo nutrirci di quell’amore e nutrire gli altri; l'amore celebrato va condiviso.. gli uni gli altri. Oggi, rimettiamo al centro il Suo amore, raduniamoci e spezziamo il pane, benedicendolo e distribuendolo tra noi. Raccontiamo ai più piccoli il perché di questo gesto. Proviamo a ricordare una carezza ricevuta nella vita da parte di Dio e raccontiamola agli altri… sarà un gesto memoriale … Usiamo ogni strumento per raccontare le meraviglie che Dio ha compiuto e celebrare così il suo amore.

Trenta monete

 Is 50,4-9 e Mt 26,14-25

Non conosciamo le motivazioni più profonde del tradimento, ma non possiamo ridurre tutto a una questione di denaro. Peraltro, trenta monete non rappresentano una somma rilevante. Giuda non è un ladruncolo da poco, ma è uno dei Dodici, per cui il suo tradimento pesa come un macigno ed è per tutti una permanente provocazione. “Uno di voi mi tradirà”, spezza il clima festoso della cena pasquale risuonano in modo perenne come costante verifica della vita personale, familiare ed ecclesiale. La tragica vicenda di Giuda ci interpella molto da vicino, perché anche la nostra non è priva di tradimenti. Ci prepariamo ad entrare nel Triduo pasquale con la coscienza della fragilità ma anche con la certezza che l’amore del Crocifisso risana e ridona vita.